Capo Sant'Alessio dapprima chiamato "Capo d'argento" (in greco arghennon akron). Fu ribattezzato dai romani Promontorium. Gli Arabi lo chiamarono “La Scala", Ad dargah. Il nome attuale e per la prima volta in un documento del 1117 come Scala Sancti Alessi e deriva probabilmente da Alessio I Comneno, l'Imperatore di Costantinopoli, che fu ospite al castello intorno al quale in epoca successiva si sviluppò l'intero abitato.
Simbolo di questo paese è il “Castello” dotato di due grandi torrioni concentrici che dominano la spiaggia di Sant'Alessio. Risale al periodo della dominazione normanna in Sicilia, ristrutturato all'inizio dell'Ottocento dagli Inglesi che costruirono anche la cinta muraria esterna, per difenderlo dagli assalti dei Francesi che dalla Calabria si preparavano ad invadere la Sicilia. Non si può visitare all'interno poiché di proprietà privata ma vale la pena ammirarne la sagoma esterna che, dalla cima del Capo d'Argento domina e protegge la costa, come faceva più di mille anni fa.
Sant’Alessio rappresenta oggi una località tra le più ridenti e accoglienti della riviera Ionica. Gli alberghi, i ristoranti e gli stessi insediamenti residenziali sono tutti là, lungo la spiaggia che senza soluzione di continuità arriva sino a Santa Teresa e Furci Siculo. Dotata di numerose strutture ricettive, per la sua posizione strategica, è anche l’ideale base di partenza per un percorso di esplorazione di tutta la Valle d’Agrò, attraverso paesi ricchi di storia, arte e tradizione, e per escursioni e visite turistiche in tutta la Sicilia.

Capo Sant'Alessio
